Acque Meteoriche

Inquadramento legislativo

Con l’emanazione del D. Lgs n. 152/99 e successive modifiche e integrazioni, sono state fornite le disposizioni in materia di tutela delle acque dall’inquinamento. In particolare è stato introdotto per la prima volta a livello nazionale il concetto di “acque di prima pioggia”, delegando alle Regioni il compito di emanare le normative specifiche di regolamentazione.

Ad esse spetta quindi il compito di disciplinare i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio di aree esterne siano canalizzate e opportunamente trattate. È evidente che l’accumulo di inquinanti in tempo secco e il loro lavaggio operato dalla pioggia può raggiungere livelli non trascurabili su superfici interessate da intenso traffico veicolare.

In questo caso il trasporto degli inquinanti nei collettori fognari e la loro immissione diretta nei corpi idrici ricettori può essere causa di notevoli danni all’ambiente, soprattutto se posta in relazione agli obiettivi di qualità dei corpi idrici stabiliti dal citato D. Lgs n. 152/06. Le Regioni a loro volta hanno provveduto ad adottare strumenti normativi quali i Piani diTutela delleAcque, o altri strumenti come Leggi Regionali.

Obiettivi e caratteristiche dei sistemi di trattamento

I progetti di regimazione idraulica di acqua meteorica proveniente da grandi superfici che recapitano le acque nei corpi idrici superficiali o sul suolo prevedono generalmente che le acque meteoriche vengano trattate (oppure raccolte e trattate) prima di essere convogliate allo scarico.

In genere viene previsto il trattamento della sola prima pioggia (in modalità “continua” o “discontinua”), con una adeguata sedimentazione e separazione degli oli e dei liquidi leggeri mediante l’adozione di specifici sistemi realizzati con vasche in c.a.

Spesso la soluzione “discontinua” viene generalmente preferita per evitare alla rete idrica le punte di carico idraulico ed inquinante conseguenti alle precipitazioni.

SISTEMI DI TRATTAMENTO IN ACCUMULO E RILANCIO

Per convenzione e per normativa, l’acqua di 1^ pioggia corrisponde alla prima parte (i primi 15’) di un evento meteorico che insiste su una superficie pavimentata. Con poche varianti, legate alle diverse normative regionali o provinciali, per definire l’entità della precipitazione e dunque il corrispondente volume da trattare, viene considerata un’altezza d’acqua pari a 5 millimetri, uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante di riferimento. Sempre per normativa, per “evento meteorico” si intende una precipitazione atmosferica distanziata da un intervallo di almeno 48 ore di tempo asciutto rispetto alla precipitazione successiva.

Il volume d’acqua di 1^ pioggia viene quindi stoccato in una o più vasche a perfetta tenuta stagna, ed entro un periodo che varia tra 48 e 96 ore (a seconda della normativa regionale da applicare) viene trasferito per mezzo di un’elettropompa sommersa allo stadio di trattamento successivo (solitamente un disoleatore gravimetrico). Qualora durante lo svuotamento del bacino di accumulo ricominciasse l’attività precipitativa, un sensore di rilevamento della ripresa dell’evento meteorico darà un opportuno segnale al quadro elettrico di comando inibendo l’azione della pompa di scarico, e determinando così il reset del ciclo di funzionamento.

L’impianto METEOTANK MP.SD® è costituito da una o più vasche monoblocco in cemento armato a perfetta tenuta idraulica, nelle quali si svolgono le seguenti fasi di trattamento:

  • accumulo delle acque di prima pioggia
  • separazione delle acque di prima pioggia da quelle successive
  • sollevamento
  • disoleazione gravimetrica
  • filtrazione a coalescenza
  • scarico delle acque depurate

Le acque di prima pioggia vengono accumulate nella vasca e separate dalle successive di seconda pioggia tramite la chiusura della valvola meccanica posta sulla tubazione d’ingresso.

Già in questa fase, grazie agli ampi temi di residenza, avviene per gravità la separazione degli inquinanti di peso specifico diverso da quello dell’acqua. Nel tempo previsto dalla specifica normativa regionale, il volume accumulato viene trasferito per mezzo di un’elettropompa sommergibile nel vano di disoleazione (separatore liquidi leggeri). In questo stadio le eventuali tracce di sostanze oleose eventualmente ancora flottanti attraversano un filtro a coalescenza, atto a trattenerle. Sulla tubazione di uscita è inserito un dispositivo di chiusura automatica a galleggiante che, attivato da un eccessivo livello di liquido leggero presente in superficie, può chiudere lo scarico, impedendo la fuoriuscita del liquido leggero.

SISTEMI DI TRATTAMENTO IN CONTINUO

Il sistema di trattamento in continuo tipo METEOTANK® MT/PL è stato progettato per il trattamento di acque meteoriche sgrondanti da superfici pavimentate interessate in varia misura da traffico veicolare, sulle quali avvengono versamenti di oli minerali e benzine, oltre che sabbie, ghiaia, limo, ecc. E’ questo il caso dei piazzali delle stazioni di servizio carburanti, dei piazzali di sosta di autoservizi, ma anche di tratti di superfici stradali, rotatorie, ecc.

Questo sistema di trattamento prevede l’intercettazione di tutte le acque in arrivo (con modalità “in continuo”, in contrapposizione al classico sistema di trattamento di 1^ pioggia in modalità “accumulo e rilancio”) oppure il trattamento di una frazione della portata con l’interposizione di un dispositivo scolmatore a monte. Pertanto l’impianto va installato direttamente sulla canalizzazione di arrivo, prevedendo nei casi previsti un eventuale linea di by-pass.

Con un accurato dimensionamento che tenga conto correttamente dei dati statistici delle precipitazioni della zona geografica di riferimento, si può legittimamente assumere che, trattando tutta l’acqua in arrivo, si ha la certezza di ottenere il massimo grado di depurazione. Il trattamento di disoleazione avviene gravimetricamente, cioè per differenza di peso specifico. Il volume della vasca è calcolato per ottenere, alla portata massima, un tempo di ritenzione tale da consentire la separazione tra il liquido più leggero (oli minerali e simili) e quello più pesante (l’acqua). Pertanto l’impianto viene dimensionato con un adeguato tempo di residenza idraulica ed una adeguata velocità ascensionale per il liquido leggero.

Il sistema è inoltre dotato di una speciale barriera filtrante che garantisce la ricomposizione delle più minute particelle di olio flottanti che potrebbero, per la loro microscopica dimensione, sfuggire all’effetto gravitazionale. La barriera filtrante compie così un effetto coalescente, aggregando e facendo emergere in tal modo le particelle.

Il METEOTANK® MT/PL è suddiviso in due principali settori:

  • settore di sedimentazione (o di defangazione), realizzato in vano indipendente o combinato con il vano di disoleazione (a seconda dei modelli);
  • settore di disoleazione gravimetrica con filtrazione a coalescenza.

SISTEMI DI TRATTAMENTO IDONEI PER LO SCARICO SUL SUOLO

Per il raggiungimento degli standard depurativi più elevati nell’ambito del trattamento delle acque meteoriche, viene previsto l’inserimento di uno stadio di affinamento a valle del trattamento principale, dove la soluzione impiantistica più indicata si traduce in un processo di filtrazione / adsorbimento volto alla rimozione delle frazioni inquinanti residue. Questo stadio, adeguatamente dimensionamento rispetto alle portate di trattamento, grazie ad un’accurata scelta del materiale filtrante ed adsorbente tra le varie tipologie in commercio (carbone attivo, perlite, zeolite, ecc.) consente di ottenere risultati compatibili con i valori più restrittivi richiesti dalla normativa vigente (ad esempio lo scarico sul suolo secondo la Tab. 4 D.Lgs.152/06).

Le soluzioni impiantistiche da noi proposte sono studiate in particolare per il trattamento di basse portate (ad esempio negli impianti di 1^ pioggia – in abbinamento alla sezione di disoleazione) oppure, per il trattamento di maggiori portate (nel caso di grandi superfici scolanti – trattamenti in continuo – in sezione di trattamento separata). Il trattamento per mezzo dei sistemi METEOFILTER® sfrutta la proprietà del carbone granulare attivato di trattenere sulla propria superficie sostanze gassose, liquide o disciolte in acqua. Il carbone attivo risulta essere l’adsorbente per eccellenza, in quanto l’elevata porosità rende disponibili grandi superfici in relazione al peso. Risulta particolarmente efficace per l’abbattimento dei parametri quali COD, SST, Idrocarburi, metalli.

Ambito applicativo: piattaforme intermodali, portuali ed aeroportuali, viabilità stradali ed autostradali in genere, aree destinate allo stoccaggio di materiali per la produzione, in abbinamento ai sistemi di trattamento delle acque meteoriche (separatori di liquidi leggeri – impianti di 1^ pioggia), oppure come sistemi di trattamento terziario in abbinamento ad impianti di trattamento chimico-fisici e/o biologici ecc..

Sostenibilità sociale

Il mondo che lasciamo ai nostri figli lo costruiamo giorno per giorno, con le nostre scelte. Trattare le acque reflue in modo efficace e responsabile è un dovere verso noi stessi e verso le generazioni future.

Sostenibilità ambientale

Il pianeta è un grande ecosistema, che deve essere turbato il meno possibile. I nostri sistemi di trattamento prendono esempio ed ispirazione da fenomeni fisici e biologici di rimozione degli inquinanti che già avvengono in natura.

Sostenibilità economica

Preferiamo sistemi di trattamento semplici, che uniscano la minor tecnologia possibile al miglior risultato ottenibile. Possibilmente a km zero.

Torna in alto