Le acque reflue industriali sono una categoria molto variegata: si possono individuare delle tipologie generali, ma ogni utenza che necessita di un trattamento va presa in esame con cura, considerandone le peculiarità. Il nostro approccio è ritagliato sulla misura del Cliente, con il quale collaboriamo con l’obiettivo comune di risolvere le problematiche connesse agli scarichi dello stabilimento, permettendogli quindi di potersi concentrare serenamente sulla propria attività principale.
Tra le categorie che si possono individuare citiamo le seguenti:
Cantine di vinificazione
I reflui di vinificazione sono caratterizzati da carichi organici importanti e da una forte discontinuità in termini di portata e di carico organico tra la fase della vendemmia e la parte rimanente del ciclo produttivo annuale.

Il sistema di trattamento deve essere quindi in grado di far fronte alle peculiarità dei cicli di produzione, privilegiando una tipologia di impianto modulare che consenta di assorbire i picchi di carico ed eventuali anomalie di funzionamento, prevedendo nel contempo una fase di equalizzazione (ed eventualmente di affinamento, in funzione degli obiettivi di qualità previsti allo scarico).
La parte prevalente di inquinante da abbattere nel refluo è di origine principalmente organica, e per tale motivo la tipologia di trattamento da preferire risulta ovviamente di tipo biologico (fanghi attivi a basso carico, SBR, MBR, MBBR).
Birrifici
I reflui provenienti da birrifici sono – al pari dei reflui di vinificazione – caratterizzati da carichi organici importanti e da discontinuità di carico organico ed idraulico. Il sistema di trattamento deve essere quindi in grado di far fronte alle peculiarità dei cicli di produzione, privilegiando una tipologia di impianto modulare che consenta di assorbire i picchi di carico ed eventuali anomalie di funzionamento, prevedendo nel contempo una fase di equalizzazione (ed eventualmente di affinamento, in funzione degli obiettivi di qualità previsti allo scarico).

La parte prevalente di inquinante da abbattere nel refluo è di origine organica, e per tale motivo la tipologia di trattamento da preferire risulta ovviamente di tipo biologico (fanghi attivi a basso carico, SBR, MBR, MBBR, fitodepurazione a flusso verticale).
Macelli
I reflui provenienti da macelli sono caratterizzati da un carico organico altamente degradabile. Devono essere valutate attentamente le portate in relazione ai cicli di lavorazione, e va separata adeguatamente la frazione di oli e grassi con un adeguato pretrattamento.

Inoltre, deve essere considerata ciascuna tipologia di carne lavorata, in quanto carni diverse producono concentrazioni di inquinanti diverse. Il sistema di trattamento deve essere quindi in grado di far fronte alle peculiarità dei cicli di produzione, privilegiando una tipologia di impianto modulare che consenta di assorbire i picchi di carico ed eventuali anomalie di funzionamento, prevedendo nel contempo una fase di equalizzazione (ed eventualmente di affinamento, in funzione degli obiettivi di qualità previsti allo scarico).
La parte prevalente di inquinante da abbattere nel refluo è di origine organica, e per tale motivo la tipologia di trattamento da preferire risulta ovviamente di tipo biologico (fanghi attivi a basso carico, SBR, MBR, MBBR, fitodepurazione a flusso verticale).
Reflui agroalimentari
Il settore dell’industria agroalimentare è un settore estremamente composito, con tipologie di reflui estremamente diversificati caratterizzati principalmente da elevati valori di COD, e spesso di Azoto.

Ogni applicazione va inserita nello specifico contesto, pertanto nel caso di aziende agricole situate in ambiente extra urbano (caseifici, sale di mungitura, produzione di conserve, ecc.) prevediamo l’adozione di un sistema biologico di tipo estensivo, come secondario o come terziario.
Agroenergie
Nell’ambito della produzione energetica proveniente da fonti agricole l’applicazione di sistemi di trattamento si è diffusa parallelamente alle tecniche di riutilizzo dei rifiuti. Digestori anaerobici alimentati da liquami zootecnici, biomasse o da Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano producono un “digestato”, la cui frazione liquida solitamente risulta carica di ammoniaca, in valori tali da risultare impossibili da scaricare e difficili da ricircolare.

Il problema va affrontato considerando l’economia della produzione dello stabilimento da un lato, e le necessità imposte dalla normativa dall’altro. La soluzione è l’adozione di un impianto biologico dimensionato per gli obiettivi da raggiungere individuati assieme al cliente (economici e/o normativi).
Tintorie
I reflui provenienti da tintorie sono caratterizzati da carichi organici importanti, alti carichi idraulici e problematiche legate ai pigmenti utilizzati per la colorazione, nonché ai tensioattivi. Il sistema di trattamento normalmente adottato è di tipo biologico, intensivo e/o estensivo, e deve essere in grado affrontare i picchi causati dai vari cicli di produzione.

La parte prevalente di inquinante da abbattere nel refluo è di origine organica, e per tale motivo la tipologia di trattamento da preferire risulta ovviamente di tipo biologico (fanghi attivi a basso carico, SBR, MBR, MBBR, fitodepurazione a flusso verticale).
Cartiere
I reflui provenienti da cartiere sono caratterizzati da carichi organici importanti (spesso con frazioni di COD refrattario), altissimi carichi idraulici e problematiche legate ai cicli di colorazione.

Il sistema di trattamento normalmente adottato è di tipo biologico, intensivo e/o estensivo, e deve essere in grado affrontare i picchi causati dai vari cicli di produzione. Le esperienze affrontate fanno preferire sistemi di trattamento biologico tradizionale integrate da sistemi a biomassa adesa.
Autolavaggi
I reflui provenienti da lavaggio di automezzi sono caratterizzati da forti discontinuità nella qualità e nella portata. Il sistema di trattamento può prevedere una tipologia fisica (sedimentazione + disoleazione) seguita da un trattamento biologico ed eventualmente un ulteriore trattamento fisico (filtrazione) o fisico chimico, a seconda delle necessità depurative.
Nella fase di trattamento fisica iniziale si persegue la sedimentazione delle frazioni solide (terre e sabbie, limo, particolato atmosferico e di origine stradale), che si depositano sul fondo del 1° vano; inoltre i liquidi leggeri non emulsionati verranno separati gravimetricamente mediante flottazione in superficie. Il filtro a coalescenza contribuirà a separare le particelle oleose ancora non separate aggregandole sulla propria superficie.

La sezione finale prevede un trattamento biologico con biomassa adesa, in cui il refluo attraversa un substrato denominato “biofiltro”. Rispetto ai sistemi tradizionali a biomassa sospesa i sistemi di biomassa adesa riescono a far meglio fronte alle discontinuità di carico idraulico ed organico; inoltre, grazie alla peculiarità del sistema l’ossigenazione del refluo avviene senza l’adozione di elettrosoffianti, con considerevole risparmio energetico e migliore impatto ambientale.
In funzione degli obbiettivi depurativi richiesti e del dimensionamento adottato, lo stadio di filtrazione finale può non essere necessario. Qualora i limiti allo scarico richiedessero tale sezione di affinamento, una o più colonne filtranti verranno adottate per l’abbattimento di parametri sensibili (SST, idrocarburi, ecc.).
Depositi di rottami
Le problematiche connesse ai depositi di materiale su superfici pavimentate sono molteplici: una delle criticità più note e monitorate dalle pubbliche amministrazioni e dalle ARPA è quella delle acque meteoriche sgrondanti dai piazzali adibiti allo stoccaggio di materiale vario (ferroso e non solo).

Deve essere previsto un trattamento almeno della 1^ pioggia e, dove richiesto, anche della seconda pioggia. Il volume da trattare deve essere raccolto in vasche di accumulo e successivamente trattato con un separatore per liquidi leggeri, eventualmente integrato da ulteriori trattamenti di affinamento (filtrazione, chimico fisico e quant’altro).

Sostenibilità sociale
Il mondo che lasciamo ai nostri figli lo costruiamo giorno per giorno, con le nostre scelte. Trattare le acque reflue in modo efficace e responsabile è un dovere verso noi stessi e verso le generazioni future.

Sostenibilità ambientale
Il pianeta è un grande ecosistema, che deve essere turbato il meno possibile. I nostri sistemi di trattamento prendono esempio ed ispirazione da fenomeni fisici e biologici di rimozione degli inquinanti che già avvengono in natura.

Sostenibilità economica
Preferiamo sistemi di trattamento semplici, che uniscano la minor tecnologia possibile al miglior risultato ottenibile. Possibilmente a km zero.

